Una recente pronuncia della Cassazione dà l’opportunità di riflettere sulla tematica dei cosiddetti ecoreati e della loro assimilabilità ai reati in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Allo stato attuale,
nonostante le similitudini tra le due categorie di reati, le imprese che devono confrontarsi con i reati ambientali si trovano a dover fare i conti con un quadro normativo dalle maglie larghe ed incerte, dovendosi adoperare da sole allo scopo di ridurre l’incidenza del rischio reato presupposto. Ma la presenza di standard di certificazione valutabili, come avviene per la tematica della salute e sicurezza, potrebbe portare il legislatore a servirsi di quest’ultimi per rendere anche il campo operativo inerente ai reati ambientali meno impervio.
Un’analisi di Chiara Colamonico e Giuseppe Taddeo, Studio legale Macchi di Cellere Gangemi.